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Caro Direttore, ho letto l’editoriale di Enzo Giustino (“Riscoprire l’Europa”, Corriere del Mezzogiorno di martedì scorso) e sposo, rilanciandolo, l´appello a comunicare soprattutto ai giovani - il futuro – l‘importanza dell´Europa per il nostro Mezzogiorno e del Mediterraneo per l´Europa. Penso solo che mentre la regione Campania rallenta la sua attività per polemiche tutte interne alla nuova maggioranza di governo, la Lombardia lancia il suo secondo Forum economico e finanziario per il Mediterraneo, proseguendo a ritmo accelerato verso la definizione di un programma di compartecipazione economica tra la regione e i paesi della sponda sud del Mediterraneo Il processo di Barcellona è stato bloccato per motivazioni politiche, prima fra tutte quella legata ai conflitti regionali nell’area del Mediterraneo, ma tecnicamente è ancora attivo, come dimostrano non solo l´iniziativa della Lombardia, ma soprattutto i grandi progetti di integrazione che l´Unione sostiene con propri finanziamenti e i passi avanti compiuti per la definizione della struttura istituzionale dell’UpM. Dal 2003, anno della sua costituzione a Napoli, l’Assemblea Parlamentare Euro-mediterranea, composta da membri del parlamento europeo, dei parlamenti nazionali degli stati membri e dei parlamenti dei partners mediterranei, svolge la sua attività di coordinamento e di controllo democratico sulla attuazione di tali progetti, che rispondono alle diverse sfide regionali: inquinamento marino, trasporti, energie rinnovabili, istruzione, piccole e medie imprese e protezione civile. E’ mancata però la spinta politica necessaria a far decollare la strategia euromediterranea, consentendo di agire sulle complementarietà e trovare buone scale di coordinamento e di mobilitazione. Oggi si fa largo una consapevolezza diversa, che soprattutto le regioni del sud Italia devono potere e saper cogliere. Il nostro Mezzogiorno ha le carte in regola per guidare questo importante processo, per la sua storia passata ma anche per quella recente che la vede l’economia più solida nell´ambito dei c.d. sud d’Europa. La nostra distrazione potrebbe vedere "usurpato" questo ruolo da una regione del Nord. Giovedì il Parlamento Europeo voterà una risoluzione sull’Unione per il Mediterraneo ritenendo non più rinviabile, dopo oltre due decenni di sforzi profusi per l´allargamento a Est, che l’Unione Europea ripensi le sue priorità in materia di politica estera e riscopra i suoi vicini meridionali. In tale ottica il Parlamento proporrà l´aumento dei finanziamenti da destinare alla strategia di Barcellona e l´avvio dell´ Erasmus euromediterraneo per i giovani, l’apertura di un capitolo culturale e l´inserimento tra le priorità della cooperazione in materia agricola ed alimentare. Nel prossimo mese di Giugno si svolgerà a Barcellona il secondo vertice dei capi di Stato e di governo dell´Unione per il Mediterraneo. Non manchiamo tale importante appuntamento e proviamo a recuperare il tempo perduto, raccogliendo tutte le energie necessarie a riconsegnare alla Campania la posizione di snodo dei traffici nel Mediterraneo. L´alternativa sarebbe nella filosofia gattopardesca del lasciamo che tutto resti come è! |