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TIRRENIA, UE; MAZZONI (PPE-PDL): “VERIFICA IN CORSO. VIGILERA’ ANCHE IL PARLAMENTO”
Giovedì 22 Luglio 2010 alle ore 00:00

Dopo l’approvazione in Senato del decreto legge sulla privatizzazione di Tirrenia, proliferano le indiscrezioni circa il presunto coinvolgimento della Commissione Europea in merito alla valutazione dell’offerta della Mediterranea Holding.

 “Sulla delicata vicenda della Tirrenia e della sua privatizzazione, l’Europa- precisa l’On. Erminia Mazzoni, Presidente della Commissioni Petizioni del Parlamento Europeo- entra in gioco quale garante del rispetto del principio di non discriminazione, secondo il quale gli stati membri devono scegliere l’operatore del servizio pubblico di trasporto successivamente a una gara d’appalto trasparente e verificabile!”

La Commissione europea, intervenendo la settimana scorsa alla riunione della Commissione Parlamentare per le Petizioni, sulla procedura di privatizzazione della Tirrenia ha infatti chiarito che “…per quanto riguarda nello specifico il Gruppo Tirrenia, lo stato italiano ha espresso la volontà di procedere alla sua privatizzazione per la stipula dei contratti di servizio pubblico con l’obiettivo di ridurre i rischi di natura sociale legati a una tale operazione. I bandi di gara per l’aggiudicazione degli appalti di servizio pubblico potranno pertanto contemplare, come condizione, il ritiro, da parte dell’aggiudicatario, delle navi e/o del personale della società privatizzate che presentano attualmente il servizio, conformemente alle varie modalità previste nelle diverse regioni. Un tale approccio non sembra, a priori, contrario al diritto dell’unione Europea, tanto più che l’operazione in oggetto presenta un carattere unico ed eccezionale. È opportuno tuttavia sottolineare che le condizioni esatte di tale privatizzazioni non sono ancora state esaminate né per di più approvate della Commissione rispetto all’insieme delle norme applicabili….gli stati membri sono liberi di organizzare il trasporto marittimo pubblico secondo le modalità che essi ritengono maggiormente idonee in caso di carenze del mercato, a condizione, logicamente, di rispettare il diritto dell’Ue...”

“E’ evidente- sottolinea infine l’On. Mazzoni- che la Commissione non ha ancora espresso un parere sulla offerta della Mediterranea Holding, ma che sta seguendo da vicino tutte le tappe.

Anche la Commissione Petizioni porterà avanti la procedura di verifica per scongiurare i pericoli legittimamente denunciati dai sindacati, di non ottemperanza agli impegni assunti (tutela dei livelli occupazionali, rispetto del contratto e mantenimento del reddito dei lavoratori) e per assicurarsi che il servizio pubblico venga assegnato all’operatore più efficace, in grado di garantire il livello più elevato di servizio in base alle risorse finanziarie assegnate”.

 
IL CASO TIRRENIA APPRODA AL PARLAMENTO EUROPEO
Mercoledì 14 Luglio 2010 alle ore 23:52

Oggi il Ministro Altero Matteoli annuncia la scelta dell´Amministratore Unico della Tirrenia Spa, mentre prosegue il cammino insidioso della sua privatizzazione.

Le implicazioni di tale processo di liberalizzazione con la necessità, prevista dal Trattato sul Funzionamento dell´UE e della Direttiva 3577/92 sul cabotaggio marittimo, per gli Stati membri dell´Unione di garantire la coesione territoriale, economica e sociale delle relative isole, hanno traghettato la vicenda verso il Parlamento Europeo.

"La petizione presentata dal Presidente di Federalberghi isole minori - dichiara l’On. Erminia Mazzoni (Ppe-pdl), Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, che domani esaminerà il caso Tirrenia- esprime la preoccupazione che dalla privatizzazione in atto in Italia possa derivare una violazione della normativa comunitaria”.

“É da sottolineare - prosegue la Presidente - che la Commissione Europea sul punto dichiara di aver aperto una procedura di infrazione in danno dell´Italia e di non aver ancora approvato le condizioni della privatizzazione Tirrenia."

"La questione degli effetti negativi della insularità in relazione alla mobilità di passeggeri e merci é parte integrante della politica del mercato interno.     

La Commissione Petizioni valuterà la questione anche in relazione alla risoluzione sulla politica marittima integrata, attualmente in discussione in Commissione Sviluppo Regionale che si fa carico di tutelare gli abitanti delle zone insulari dell´UE."   

 
CAMPANIA, GESTIONE RIFIUTI: GIOVEDI’ LA COMMISSIONE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO DISCUTE IL RAPPORTO - LA PRESIDENTE MAZZONI INCONTRA IL COMMISSARIO HAHN
Martedì 13 Luglio 2010 alle ore 19:48

Settimana decisiva, quella in corso, per la questione relativa alla gestione dei rifiuti in Campania, sbarcata sul tavolo della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, presieduta dall’On. Erminia Mazzoni.

Dopo la missione investigativa in Campania verrà discusso giovedì, anche alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Romano, il rapporto finale che, dopo l’approvazione della Commissione Petizioni, sarà trasmesso alla Commissione Esecutiva per valutare la possibilità di riaprire le linee di finanziamento destinate alla Regione e congelate in via sanzionatoria dopo la sentenza della Corte Europea.

“Un momento decisivo - sottolinea la Presidente Mazzoni - dopo mesi di audizioni, confronti istituzionali, analisi comparate dei documenti tecnici e visite sul campo. La Commissione ha valutato tutti i dati forniti e raccolto il materiale necessario alla verifica delle violazioni della normativa comunitaria, contestate dai cittadini attraverso le numerosissime petizioni pervenute dall’inizio della crisi”.

Nella bozza del documento si legge: “il contesto e le cause della crisi dei rifiuti in Campania sono estremamente complessi. Basti ricordare che i governi nazionali di ogni colore politico che si sono succeduti e i diversi commissari non sono stati in grado, nonostante gli ingenti fondi pubblici spesi, di risolvere questo annoso problema che ha ripercussioni sulla salute e il benessere di centinaia di comunità locali”, e dunque, ”l'insediamento di un nuovo governo regionale, la chiusura formale dell'emergenza e la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea offrono la possibilità di riunire tutte le parti interessate nella ricerca di soluzioni capaci di aprire la strada a un ciclo integrato di gestione dei rifiuti pienamente a norma.”

“L'attuale ciclo dei rifiut i- prosegue ancora nel documento - si basa in larga misura su discariche e inceneritori. Se è vero che questi sistemi, per non parlare degli impianti di metanizzazione, trovano applicazione altrove nell'UE, è anche vero che non dovrebbero essere considerati la risposta al problema della gestione dei rifiuti. Sono, o dovrebbero essere, una componente integrata di un sistema coordinato ed efficace di gestione. Ciò che occorre è un intervento molto energico che, attraverso la predisposizione di adeguate infrastrutture, diminuisca il volume dei rifiuti e sposti l'ago della bilancia verso la prevenzione, la riduzione, il reimpiego e il riciclaggio”.

“È fondamentale che le autorità ristabiliscano il dialogo con i cittadini, dimostrando trasparenza e apertura e coinvolgendo in tal modo la popolazione. Parimenti, è necessario che quest'ultima collabori con le autorità, dimostrando senso civico e un comportamento conseguente nelle sue abitudini quotidiane, compiendo sforzi per generare meno rifiuti e per smaltirli in modo corretto”.

Al riguardo il documento, in conclusione, sottolinea che “l’Assessore Romano - ascoltato nell’ambito dell’audizione dello scorso 22 giugno - ha rilasciato una dichiarazione circostanziata, fornendo dettagli sulla nuova proposta di strategia di gestione dei rifiuti. Ha segnalato la volontà delle autorità di lavorare con la commissione per le petizioni onde garantire il pieno rispetto delle direttive europee in materia di gestione dei rifiuti nella Regione” e ha annunciato l´approvazione del piano integrato regionale di gestione del ciclo dei rifiuti entro 4 mesi.

“Sono soddisfatta del lavoro fatto sino ad ora - sottolinea ancora l’On. Mazzoni - Il Commissario per la politica regionale Hahn, nel corso di un incontro informale, mi ha comunicato che le condizioni poste per chiudere la procedura di infrazione possono dirsi, alla luce di quanto emerso, in via di risoluzione”.

 
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