Solenni celebrazioni per il 70° anniversario del martirio di San M. Kolbe
“Inizia il racconto di un avventuroso viaggio nell´anima ambientato ad Auschwitz!”
Il 13 agosto, alle ore 7 a.m., c’è stata la santa Messa nella chiesa dell’Immacolata Concezione ad Harmęże, distante 5 km da Auschwitz. Presiedeva la concelebrazione il vescovo ausiliare della diocesi di santa Cruz de la Sierra in Bolivia, mons. Stanislaw Dowlaszewicz, OFMConv. Ha tenuto l’omelia il ministro provinciale di Cracovia fr. Jaroslaw Zachariasz. Nella stessa mattinata, tutti i religiosi presenti e gli ospiti invitati, divisi in tre gruppi linguistici, hanno visitato il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Sono entrati in silenzio e pregando nel famigerato “bunker della morte”, blocco n° 11, dove i condannati venivano rinchiusi per morire di fame. Lì, assieme ad altri nove condannati, rimase imprigionato e morì anche il nostro santo martire p. Massimiliano.
Nelle ore pomeridiane, nel “Centro Culturale” di Oswiecim è stata inaugurata una mostra commemorativa della vita di san Massimiliano. Subito dopo ha avuto luogo un simposio sul tema: “San Massimiliano – salvare l’umanità”, cui hanno partecipato, tra gli altri: fr. Patrick Greenough, OFMConv, ministro provinciale della Provincia americana di San Bonaventura (USA); l’ on. Erminia Mazzoni, deputata italiana al Parlamento europeo; lo storico Marek Jurek, ex presidente del Parlamento polacco; il sig. Jan Pospieszalski, musicista, compositore, scrittore e giornalista. La tavola rotonda è stata introdotta e moderata dal prof. fr. Zdzislaw Kijas, OFMConv. Hanno preso la parola anche mons. Tadeusz Rakoczy, vescovo della diocesi di Bielsko e Zywiec, il ministro generale dell’Ordine fr. Marco Tasca e Raffaella Aguzzoni, presidente internazionale della Milizia dell’Immacolata. In una intervista rilasciata ai giornalisti presenti, il p. Generale ha fatto riferimento alla straordinaria e affascinante forza dell’esempio del p. Massimiliano e alla rilevanza del suo ruolo nella storia della Chiesa universale. Ha pure aggiunto che tutti i francescani del nostro tempo dovrebbero considerarlo e seguirlo come un vero modello di apostolato e di santità.
In serata, presso il “Centro S. Massimiliano” di Harmęże i partecipanti hanno avuto modo di visitare la mostra intitolata “Il clichè della memoria-Labirinto”, di Marian Kołodziej. Un’opera ormai famosa, composta da circa 300 grafiche straordinarie rappresentanti il calvario sofferto dai detenuti nel campo di prigionia. In esse ricorre costantemente la figura del santo confessore e martire di Auschwitz Massimiliano Kolbe. L’autore, artista e scenografo, anch’esso deportato dai nazisti tedeschi ad Auschwitz (contrassegnato col numero 432) il 14 giugno 1940, morì a Danzica, il 13 ottobre 2009, all’età di 88 anni. Le sue ceneri furono collocate nella cripta della nostra chiesa di Harmęże.
Il giorno seguente, 14 agosto, le celebrazioni hanno avuto inizio alle prime ore del mattino nel suddetto “Centro San Massimiliano” di Harmęże, di cui il padre guardiano e parroco, fr. Stanislaw Czerwonka, ha illustrato brevemente la storia e dove si presume siano state deposte le ceneri di padre Kolbe. Presieduta poi dal Ministro generale dell’Ordine si c’è stata la rappresentazione del “Transitus” che commemora gli ultimi istanti della vita e del martirio di san Massimiliano…
(Articolo di Anna Dziemska / fr. Piotr Łotysz OFMConv Trad. LC.)
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