(L’Occidentale Campania)
Monti, in uno dei suoi primi interventi, ha annunciato che intende promuovere la coesione, declinandola in tre aspetti, che ritiene fondamentali: la politica, il dialogo tra le parti sociali e i rapporti tra Nord e Sud. Sulla coesione tra parte alta e parte bassa dello stivale il Presidente incaricato dovrebbe partire dall’ultimo atto, che eredita dal Governo uscente: il piano Eurosud, lanciato qualche settimana fa a Bruxelles dal Ministro Tremonti e poi trasfuso nella “lettera all’Europa”. L’ipotesi sembra consistere in una “modifica nella gestione dei fondi strutturali” e articolarsi essenzialmente su due azioni di metodo: riduzione del tasso di cofinanziamento italiano sulla programmazione dei fondi europei e gestione centralizzata di essi. In altre parole, la proposta sarebbe quella di ridurre l’impegno di spesa per il mezzogiorno e di commissariare i governi regionali! Il pensiero al Sud, insolito per l’ormai ex Ministro delle Finanze, ha fatto sorgere in alcuni osservatori anche il sospetto che l’obiettivo mediato fosse quello di portare i fondi per il Sud, sebbene ridotti, nelle casse centrali per poi spalmarli sull’intero territorio nazionale. Considerata la situazione, mi sento di invocare per questi, a discolpa, il noto motto andreottiano, secondo cui “a pensar male…”. Sul punto meriterebbe un’attenzione priva di pregiudizio l’appello rivolto dal Governatore Zaia al collega Caldoro a non invocare un freno al federalismo “perché senza federalismo non c’è responsabilità” e senza responsabilità, aggiungerei, si rischia di perdere occasioni e risorse.